La ricerca dell'equilibrio


“Lasciamo alla natura il compito di stabilire il profilo organolettico dei vini, noi ci limitiamo ad accompagnarli lungo il percorso che li porta ad affinare in bottiglia”.
Questo per noi è l’equilibrio. Abbiamo osservato e sperimentato per anni cercando la nostra strada. Fino al 2007, anno nel quale abbiamo scelto di imboccare con passione questo sentiero: vinificare i nostri vini servendoci esclusivamente di lieviti indigeni, attendendo con rischio e pazienza la fermentazione spontanea dei mosti d’uva.
Dopo aver compiuto attente osservazioni in campagna grazie al prezioso contributo di Luciana Biondo, ci siamo impegnati insieme a Giulio Vecchio in numerosi studi sperimentali su selezioni di uve provenienti dalle diverse vigne, in particolare su quelle del Trebbiano d’Abruzzo della Vigna di Capestrano.
Quindi abbiamo perfezionato la tecnica del pied de cuve grazie all’esperienza e alla passione di Enrico Antonioli, artigiano della vigna formatosi in Borgogna. E nel 2007, con convinzione, abbiamo deciso di lasciare la parola alla natura, per permettere all’incredibile biodiversità racchiusa nell’ambiente incontaminato che circonda Valle Reale di esprimersi in tutta la sua ricchezza, trasferendo il territorio nei vini.